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| Attacco con bombe a mano - Albania 1941 |
La situazione venutasi a creare in Italia dopo l'allontanamento di Mussolini vedeva il generale Pietro Badoglio primo ministro.
Nei territori occupati dalla truppe italiane le operazioni militari continuarono a fianco dei tedeschi. In Albania era in corso un'offensiva su grande scala, iniziata nel mese di luglio, contro le bande che, in varie e spesso contrapposte fazioni, conducevano una lotta contro l'esercito occupante in una alternanza di coalizioni e tradimenti.
Questa azione offensiva non portò ai risultati attesi, ma s'infranse creando situazioni di isolamento e rischio ai nostri soldati.
Questi fatti contribuirono a creare quella sfiducia verso gli stati maggiori.
Nel complesso il nostro esercito arrivò al deprecato giorno dell'armistizio assolutamente impreparato a gestire la complessa situazione per mancanza di disposizioni e informazioni e nello sfacelo di una classe di generali impreparati e subalterni al vecchio alleato.
A questo periodo che precede il giorno del 8 settembre mio padre dedica la seguente pagina delle sue memorie. Da rimarcare alcuni passaggi significativi circa l'impreparazione militare (disastrosa carica di cavalleria) e il generale disimpegno di altri comandanti ("non m'affido" "Sono l'ultimo a ritirarmi perché devo proteggere gli altri signori che disordinatamente e lasciando sul terreno i loro caduti mettono in salvo la pellaccia loro.").
Nei territori occupati dalla truppe italiane le operazioni militari continuarono a fianco dei tedeschi. In Albania era in corso un'offensiva su grande scala, iniziata nel mese di luglio, contro le bande che, in varie e spesso contrapposte fazioni, conducevano una lotta contro l'esercito occupante in una alternanza di coalizioni e tradimenti.
Questa azione offensiva non portò ai risultati attesi, ma s'infranse creando situazioni di isolamento e rischio ai nostri soldati.
Questi fatti contribuirono a creare quella sfiducia verso gli stati maggiori.
Nel complesso il nostro esercito arrivò al deprecato giorno dell'armistizio assolutamente impreparato a gestire la complessa situazione per mancanza di disposizioni e informazioni e nello sfacelo di una classe di generali impreparati e subalterni al vecchio alleato.
A questo periodo che precede il giorno del 8 settembre mio padre dedica la seguente pagina delle sue memorie. Da rimarcare alcuni passaggi significativi circa l'impreparazione militare (disastrosa carica di cavalleria) e il generale disimpegno di altri comandanti ("non m'affido" "Sono l'ultimo a ritirarmi perché devo proteggere gli altri signori che disordinatamente e lasciando sul terreno i loro caduti mettono in salvo la pellaccia loro.").

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