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lunedì 30 gennaio 2012

Album di ricordi


Ricorre domani, 31 gennaio 2012, il ventesimo anniversario della morte di Ettore Ponzi, pittore a Fidenza e di Fidenza. 
Questo è un piccolo album di foto, che lo vedono al lavoro in luoghi diversi.






Diario di prigionia, aprile 1945 nel giorno della liberazione:
"... è finito il lungo periodo tragico - Ten. Ettore Ponzi"
La poesia dell'amico Enzo Zerbini

martedì 24 gennaio 2012

La testimonianza esemplare di Vascelli Renzo, internato militare.


Semplice, essenziale e completa questa nota di Renzo Vascelli, internato militare durante l'ultimo conflitto mondiale, che ci racconta la sua esperienza non di eroe, che tale non si riconosce, ma di italiano che non ha mai cessato di considerarsi tale. Racconta lo smarrimento iniziale, il viaggio, la fame, il lavoro coatto, la fedeltà alla Patria.  Renzo verrà insignito, insieme ad altri tre fidentini, della Medaglia d'Onore; la cerimonia avverrà in Prefettura a Parma il 27 gennaio prossimo.


Semplice geniere al II reggimento telegrafisti, la compagnia a cui ero in forza nell'agosto 1943 viene trasferita in Sardegna, io fui esente dal trasferimento perché fratello di un caduto (fratello Ennio classe 1913). Quale specializzato telescriventista vengo inviato a Roma in servizio al Ministero della Guerra.
Per i noti fatti dell'8 settembre 1943 la caserma e gli edifici circostanti furono colpiti da cannonate e vari proiettili di provenienza sconosciuta. Smarrimento totale e nessun ordine militare costrinse la truppa a cercare una difesa pur essendo ignota la provenienza dell'offesa.
Senza ordini ufficiali formammo gruppi organizzandoci sotto le mura della costruenda Stazione Termini, finché fummo costretti ad arrenderci alle truppe tedesche il 10.9.43.
Impacchettati come sardine, forzatamente stipati in treni, su carri bestiame viaggiammo per tre giorni e due notti senza acqua e cibo, arrivammo in Germania nei pressi di KUSTRIN e concentrati nel lager III C, dove trovai la compagnia di altri 10-15.000 soldati italiani. Fui targato col n° 43673.
La vita bestiale in quel campo affollatissimo consisteva solamente di mettersi in fila da mane a sera per aspettare un mestolo di zuppa di rape, veramente schifosa. Si dormiva all'aperto in quel campo freddissimo.
In quelle condizioni di dieta forzata i tedeschi iniziarono una campagna di propaganda per reclutare volontari alla loro causa facendoci sfilare davanti a tavole imbandite di ogni tipo di cibo e di bibite. Incredibilmente in quella moltitudine solamente una trentina ha ceduto a quelle lusinghe.
In questi momenti in cui non mi manca niente come potrei giudicare quella pesante rinuncia?
In seguito mi trasferirono a EBERSWALDE situata a un palmo da Berlino, ospitato in una baracca in legno alla periferia. Proprio in quella zona per due volte al giorno passavano i bombardieri che salutavano la capitale.
Diventai operaio in una grossa fabbrica (ARDELT WERK) dove svolgevo un lavoro manuale pesantissimo per 12 ore consecutive al giorno o la notte (6-18-6). Cibo pochissimo, ancora zuppa di rape e un pane mattone diviso in 8-10 e margarina. Il mio peso corporeo ben presto da 80 scese a 55 Kg.
Il 29 aprile 45 il paese fu conquistato dalle truppe russe, che accolsi con grande sollievo: la guerra era finita!
Mi portarono a soggiornare in un paese chiamato BUKOV, e quando strade e ferrovie furono un po' ripristinate partii per rientrare a casa, dove arrivai il 10 settembre 1945.
Certamente non ho fatto nessun gesto eroico, ho semplicemente seguito la voce Patria che mi incitava a a resistere. Sono orgoglioso, italianamente.
Vascelli Renzo

La città di Kustrin ed il fiume Oder-Neisse
Stalag III-C Alt-Drewitz era un campo di internamento tedesco della seconda guerra mondiale per prigionieri di guerra. Si trovava in una pianura vicino al villaggio di Alt-Drewitz (Kustrin) nel Brandeburgo, a circa 60 chilometri (37 miglia) ad est di Berlino.Il campo fungeva da luogo di internamento di diverse migliaia di soldati e sottufficiali provenienti da Polonia, Francia, Gran Bretagna, Jugoslavia e Belgio. Dal 1943 si registra la presenza di un certo numero di prigionieri di guerra italiani. Massiccio il numero di prigionieri sovietici (fino a 12.000) che, in questo campo furono uccisi o morirono di fame. La maggior parte dei prigionieri alleati o italiani di rango inferiore venivano mandati al Arbeitskommando a lavorare nell'industria o nelle aziende agricole del Brandeburgo. L'amministrazione rimase necampo principaleLa città alla fine della guerra venne divisa secondo gli accordi siglati nella Conferenza di Potsdam con il passaggio alla Polonia dei territori tedeschi ad est della linea Oder-Neiße. L'allora Küstrin diventò una città polacca, cambiando nome.

THE STALAG III C CEMETERY IN ALT DREWITZ  
EBERSWALDE sede di industrie di materiale bellico in cui fu utilizzato in modo massiccio il lavoro coatto. 

Medaglia d'Onore a quattro fidentini reduci dai lager nazisti


Gli Internati Militare Italiani godevano di minori garanzie rispetto ai militari di altri paesi belligeranti che condividevano con loro i campi. Parliamo dei prigionieri di nazionalità inglese, francese, belga, americana e di altri paesi a questi alleati mentre particolare durezza era riservata ai prigionieri russi per il fatto della mancata adesione del loro paese alla Convenzione di Ginevra. Anche agli italiani non veniva applicata la citata convenzione in quanto non erano riconosciuti come prigionieri di guerra, per essi era stata creata una categoria speciale quella degli Internati Militari Italiani (IMI) che prevedeva il lavoro coatto o la trasformazione in lavoratori civili con qualche beneficio di cibo e movimento. Il passaggio inverso da lavoratore civile ad internato era comunque discrezionale e spesso punitivo. I lavori cui erano poi sottoposti i lavoratori erano spesso peggiori della prigionia stessa nei campi. 

A quattro fidentini una medaglia per la loro fedeltà alla patria
(articolo pubblicato sul settimanale "Il Risveglio" il 20 gennaio 2011) 


Alla lista dei fidentini che hanno ottenuto la Medaglia d'Onore in quanto internati, civili o militari (IMI), nei campi di concentramento nazisti, si aggiungono ora altri quattro ex-internati militari. Nel gennaio del 2010 la medaglia era stata conferita ad Ettore Ponzi successivamente, anche per interessamento del'Associazione Reduci da prigionia di Fidenza, altri fidentini sono stati insigniti nel corso del 2011.
Come negli anni precedenti la cerimonia di consegna avverrà da parte del Prefetto il 27 gennaio in occasione delle iniziative del Giorno della Memoria. L'onorificienza è un tardivo riconoscimento della loro fedeltà alla patria durante il periodo di prigionia nei lager tedeschi nella seconda parte della guerra tra il settembre 1943 e la primavera 1945.
Si tratta di storie diverse ma comune è il senso dell'onore che da esse si può trarre.
Nel tracciare la storia di ognuno ci si scontra tuttavia con la difficoltà connessa alla mancanza di documentazione, ma anche al silenzio che gli internati hanno mantenuto dopo il loro ritorno a casa. Ciò incide sulla diversa ampiezza delle nostre note che seguono.

Stammlager XVIIA
Alla memoria il conferimento per Adorni Remo, militare classe 1914 catturato a Bolzano il 9 settembre 1943 ed internato nel lager XVIIA in territorio austriaco a Leobesdorf e nel campo di lavoro di Enzesfeld sino all'aprile 1945. Arruolato il 4 giugno 1940 Adorni nel 36° C.A. di stanza a Vicenza, militò prima in Jugoslavia poi in Romania ed infine in Russia sul fronte del Don. Adorni fu decorato di Croce di Guerra per la Campagna di Russia dell'armata C.S.I.R (Corpo Spedizione Italiano in Russia). Dopo la ritirata rientrò in patria e, come già abbiamo detto, catturato a Bolzano mentre era in servizio presso la caserma del “Battaglione Genieri”.
Caricato su un treno ebbe modo di incontrare il fratello, pure prigioniero, i due giungeranno allo stesso campo.
Il viaggio da Bolzano al luogo di prigionia fu comunque un'esperienza disumana ed i prigionieri una volta giunti al campo furono immediatamente sottoposti ad una doccia gelide ed inviati al lavoro.
Ad Adorni venne, in un primo momento, assegnata l'esecuzione di lavori in nuratura per passare poi alla riparazione di automezzi e alla fine l'attività di barbiere.
Come ha avuto modo di raccontarci il figlio “l'avvenimento che più lo ha segnato si riferisce ad un fatto drammatico: il fratello, rivoltatori fisicamente ad un ufficiale tedesco, corse il pericolo di essere fucilato. Mio padre implorò per lui pietà, rivolgendosi ad un altro ufficiale che abitualmente si recava da lui per fruire del servizio di barberia. Grazie a questo intervento, fu concessa pietà a mio zio, ma entrambi furono sottoposti a fustigazione e ad una settimana da trascorrere in isolamento:”


Documento di riconoscimento
di Renzo Aimi per avviamento
 al lavoro coatto
Alla memoria anche il conferimento della Medaglia d'Onore a Aimi Renzo, militare classe 1913 . Richiamato alle armi il 10 giugno 1941 giunse in territorio dichiarato in stato di guerra il 26 febbraio 1942 per poi raggiungere la Grecia nell'aprile dello stesso anno. Ha partecipato alle azioni di guerra sul fronte greco-albanese col XIV Gruppo Artiglieria di Armata dal 18-11-1942 al 8 settembre 1943.
Prigioniero dei tedeschi dal 8 settembre 1943 al 8 maggio 1945 e trattenuto dagli alleati fino al 16 maggio 1945, rientrò in Italia presentandosi al Distretto Militare di Parma.
Il campo di riferimento fu lo Stalag IV B (matricola 257578) nella zona di Dresda per poi venire impiegato, allo stato di civile lavoratore, nei campi di lavoro situati nel territorio dei Sudeti, allora territorio nazionale della Germania (campi zona IVC).
Dai documenti risulta che fu utilizzato nel lavoro coatto di fabbrica della ditta ISER G.m.b.H. di Morchenstern.
Altri documenti fanno capire di un periodo di attività nelle operazioni belliche in zona di confine nel periodo immediatamente successivo alla liberazione, gli fu poi rilasciato lasciapassare dal corpo combattente Cecoslovacco che aveva preso il controllo della zona precedentemente annessa al Terzo Reich.


Stammlager XIIA
Il soldato Giavarini Ermete, militare classe 1923 vivente, fu fatto prigioniero in Francia a Marsiglia il 28 settembre 1943 dalle truppe tedesche per essere avviato su un carro ferroviario al campo di concentramento a Coblenza Stalag XIIA dove rimase sino all'agosto 1945. Costretto ad un lavoro molto pesante che aveva difficoltà a svolgere. Veniva pertanto frequentemente punito con delle frustate che sente ancora sulla sua pelle. Malgrado ciò ce la fece ed il 25 marzo 1945 fu liberato dalle truppe americane ed il 25 agosto 1945 finalmente potè ritornare “nella nostra bella Italia”, queste le sue parole.

Stammlager IIIC
Vascelli Renzo, militare della classe 1922 è tuttora vivente. Semplice geniere al II reggimento telegrafisti, quale specializzato telescriventista nel settembre 1943 si trova a Roma in servizio al Ministero della Difesa. Per i fatti dell'otto settembre la caserma e gli edifici circostanti furono cannoneggiati e colpiti da vari proiettili di provenienza sconosciuta. Lo smarrimento totale e la mancanza di ordini costrinse la truppa a tentare una difesa. Si formarono gruppi organizzati sotto le mura della Stazione Termini in costruzione, finché furono costretti ad arrendersi alle truppe tedesche il 10 settembre 1943. Fu internato nello Stammalger IIIC di Kustrin,  oggi in territorio polacco, per essere subito assegnato al lavoro a Ebersvalde presso la ditta Ardelt-Werk sino all'aprile 1945. Dopo la presa del campo da parte dell'esercito russo fu trattenuto sino al settembre 1945 per poi ritornare in patria. 


Le Medaglie d'Onore
La Repubblica italiana con Legge n. 296/2006 ha concesso 
una medaglia d’onore ai cittadini italiani (militari e civili) 
che nell’ultimo conflitto mondiale furono deportati e internati
 nei lager nazisti.

Vedi anche:

giovedì 12 gennaio 2012

Memorie di guerra e di prigionia: "ma molte cose non le posso ricordare e altre non le posso scrivere!"



Wietzendorf, marzo 1945 autoritratto

Premessa
In questa ultima parte del diario troviamo l'ultimo periodo passato nello campo XVIIIA in Austria e la notizia della morte in circostanze drammatiche della madre Ester avvenuta il 26 ottobre 1943 mentre lui si trovava braccato in Albania. Il 26 ottobre era anche il giorno del compleanno di Ettore! La forza fisica lentamente ritorna con la voglia di reagire. Poi il lungo viaggio di trasferimento attraverso l'intera Germania fino ad approdare a Wietzendorf nell'Oflager 83 dove troverà alcuni fidentini compagni di prigionia. 


Le parole del diario


Oggi giorno 22 Aprile 44 mi sento molto meglio. Forse questo miglioramento è dovuto anche al fatto che ho conosciuto alcuni pittori francesi che mi hanno incoraggiato a lavorare. Infatti adesso ho già fatto alcuni disegni: ritratti, un paesaggio. Però temo che mi mandino via troppo presto a raggiungere gli altri ufficiali i quali so che stanno molto peggio.  Ecco che sono in attesa pronto a partire; ho già avuto il preavviso. Questo mi spiace anche perché lavorando provavo una grande soddisfazione vedendo che pur avendo da tempo trascurato, m’accorgo che ho migliorato nel disegno.
Inoltre questo bel passatempo mi fruttava da mangiare qualcosa di meglio. I francesi furono molto gentili perché oltre di darmi del lavoro, mi procuravano carta da disegno e matite colorate. 26-4-44.

Aprile 1944. penso alla famiglia lontana: a Franca, figlia mia, il più delicato e gentile, bello e profumato fiore di primavera.
“il lieve, dolce e tiepido vento di marzo ti cullò per primo ….
Ambrogetto! Figlio del cocente Agosto, quieto, mesto e affascinante come il tuono. Figlio dell’amore, sei il più bello ed il più buono che sia mai esistito …
Albertina! tu mi hai rivoluzionato il cervello, mi hai messo in tumulto tutti i miei sensi. Tu mi hai anche donato l’amore, la gioia di vivere nella pace di una famiglia felice dai più bei germogli.

Sono i primi di maggio 44 è primavera viennese ancora fredda e senza sole.
Benché mi trovi ancora in una specie d’ospedale fin dal 30 Gennaio, mi sento molto meglio: mi sono tornate le forze ed anche un po’ di buonumore.
Mi sento anzi pieno di forza novella direi quasi come un puledro che vorrebbe correre per liberi campi in fiore anziché essere chiuso fra tanti reticolati alti  guardati da sentinelle. Con ciò ritorna la tristezza ed il desiderio della mia casa: di rivedere tutti, anche il ritratto del mio caro e buon padre.
Anzi vorrei farne un altro più bello e più grande, se fossi a casa. I questi giorni lavoro molto a fare ritratti ai prigionieri i quali mi danno da mangiare buone cose. E se mi sono ingrassato un poco lo devo proprio tutto all’arte, benedetta musa altrimenti non ……… dubito molto.

25 maggio 44 purtroppo ricevetti la seconda lettera di mia moglie cola triste notizia della morte di mia madre. Piansi, purtroppo non molto ma il dolore spera senz’altro qualsiasi altro dolore finora 
Provato, certo supererà anche quelli dell’avvenire qualunque essi siano. Hai! Mamma, mamma, non dovevi andartene prima del mio ritorno.

18-5-44
Dal primo di giugno sto scrivendo ricordi della mia vita trascorsa negli ultimi tempi in terra di Albania.  Scrivo su un piccolo quadernetto tutto quello che posso ricordarmi, ma molte cose non le posso ricordare e le altre non le posso scrivere per motivi vari.
29-30 ecc. Sono in viaggio da Vienna verso la Germania del sud . . . .
Vienna – Linz – Bratislava - Norimberga - Wurzburg –Fulda – Bebra – Hannover –Celle – Witzendorf –

Il viaggio è durato 4 giorni.
Sono 6 giorni che ho la febbre malarica terzana benigna.  Ieri sono stato molto male, la febbre era salita al massimo e per tre volte ho avuto il vomito e sono svenuto per la prima volta in vita mia 23-8.

8-9-44
Ho fatto un ritratto a mia madre coll’acquarello, sono molto soddisfatto del mio lavoro, è riuscitissimo; sembra ancora viva e il sorriso illuminato dal sol è veramente giocondo.