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mercoledì 14 settembre 2011

Nicola Di Roberto pittore: alcuni nuovi lavori.

Nicola Di Roberto in divisa militare
Il nostro post 2011/08/nicola-di-roberto-pittore.html, ripreso da TWIMC ha raggiunto il pronipote del pittore negli Stati Uniti dove vive e risiede. Ci ha inviato una nota che riportiamo e alcune immagini di altri lavori conservati a Popoli, bellissima cittadina Abruzzese

Dear TWIMC,
I have attached 3 photographs of my great uncle, Nicola Di Roberto.  I have done the family genealogy and so if you have any questions, please do not hesitate to contact me.  Knowing my family history is, for me, a small way to insure that they are never forgotten and that their lives meant something special.  I found paintings in the church of Popoli done by Nicola when I visited the town of my ancestors.  One of the paintings is severely damaged, but the priest was kind enough to bring it to us to see.  I have also attached photographs of these paintings. I found a great nephew of Nicola's when I was researching my family and had dinner with him in Rome.  He told me that Nicola painted the family home in Genova (where a branch of the family moved), and that the paintings were still visible on the home today.
I am sorry to say that I do not speak Italian, so I apologize if the translation is not accurate at times.    
Greetings,
Kim Di Roberts
12 September 2011

Caro TWIMC,
 ho allegato 3 fotografie del mio prozio, Nicola Di Roberto. Ho fatto la genealogia della famiglia e quindi se avete domande, non esitate a contattarmi. Conoscendo la mia storia familiare è, per me, un modo piccolo per assicurare che non sono mai dimenticato e che la loro vita significava qualcosa di speciale. Ho trovato dipinti della chiesa di Popoli fatto da Nicola, quando ho visitato la città dei miei antenati. Uno dei dipinti è gravemente danneggiato, ma il sacerdote è stato così gentile da portarlo a vedere. Ho anche attaccato le fotografie di queste opere. Ho trovato un grande nipote di Nicola, quando ero alla ricerca della mia famiglia e cenato con lui a Roma. Mi disse che Nicola dipinta la casa di famiglia a Genova (dove un ramo della famiglia si è trasferita), e che i dipinti erano ancora visibili a casa oggi.
Mi dispiace dire che non parlo italiano, quindi mi scuso se la traduzione non è accurato, a volte. 
 Saluti,
Kim Di Roberts
Nicola Di Roberto Painting (Damaged) church in Popoli.
Il dipinto, richiamato nella nota del pronipote dell'artista è gravemente danneggiato,  ma ora ispira la suggestione particolare delle cose frutto dell'uomo e modificate dal tempo.

Nicola Di Roberto Painting Church of  San Francesco, Popoli
Il dipinto nella bella chiesa di San Francesco è meglio conservato , risalta la fermezza dei volti.

Nicola Di Roberto Painting Church of San Francesco, Popoli.
Di più difficile lettura sulla base della sola immagine fotografica. 

giovedì 8 settembre 2011

8 settembre 1943


Bandera di Vernasca 1944 - Joseph Cahalane, irlandese, ex-prigioniero del Campo di prigionia di Fontanellato, Maria Vajenti  poi Robert (?) militare inglese, autore di un diario di guerra in mio possesso.

Un episodio tra i mille di quelle giornate convulse e drammatiche è quello raccontato nel diario che un ex-prigioniero del campo di Fontanellato ha lasciato alle sorelle Vajenti che ne protessero la latitanza tra il 1943 e il 1944 sulle colline attorno Vigoleno in Val d'Ongina. L'intero diario è stato pubblicato a mia cura dal sito inglese Prisoner of War alla pagina:
Il ricordo di Joseph Cahalane, che ho recentemente celebrato con i figli, ospiti a Fidenza, è invece ripreso alla pagina:


Nelle righe che seguono riporto alcune righe del diario:

"It happened on the evening of September 8th. I was seated on the wooden trestle table in our messroom of P.G. 49, sipping a bottle of iced orangeade, thinking of nothing in particular except perhaps that the evenings were beginning to be of a temperature rather more bearable than they had been throughout the summer months, & also perhaps, looking at the grubby table tops, that Griffiths wasn't worrying too much about maintaining their cleanliness, he having just taken the job from me. C.P.G. 49 was a converted orphanage situated on the outskirts of the "Paese di Fontanellato", a small but seemingly important centre for farmers living over a fair area around, judging by the crowds that always appeared on 'festa' days, & the truck & wagons that were always in & out through the working days. As I gazed through the window on this particular evening, just before 8 o'clock, the scene was much the same as on any other. People - mostly women & girls, strolled slowly, arm in arm, along the road by the camp, occasionally one of them just before rations behind the hut, risking a sly wave across, in response to the group of ladykillers, the same little group to be seen sitting outside against the wire every other night since the camp had opened six months before. One or two bicycles weaved their way slowly through those walking, as they always did, there being apparently no law to keep pedestrians on the side of the road to allow free passage for wheeled traffic. It had always amused me how, a heavy lorry or a bus (one bus passed the camp four times a day) invariably went through the village without reducing speed, & sounding its horn, without a break, starting a kilometre before the village finishing a kilometre after, the pedestrians parting slowly, without excitement or harsh word, before the onrushing vehicle. Much the same thing happens with a car but somehow was never as amusing to me."  

Traduzione informale:
Accadde la sera dell' 8 settembre. Ero seduto alla tavola di legno coi cavalletti nella nostra mensa del P.G. 49, gustando una bottiglia di aranciata ghiacciata, pensando a niente di particolare eccetto forse che le serate stavano diventando più accettabili per temperatura in confronto a quelle insopportabili dei mesi estivi, e anche, forse, guardando alle superfici sporche del tavolo, che Griffiths non si era preso abbastanza disturbo per mantenerle pulite, lui che aveva preso proprio il mio posto.
Il C.P.G. 49 era un orfanotrofio riconvertito situato alla periferia di Fontanellato, un piccolo ma apparentemente importante centro per contadini che vivevano nella zona circostante, giudicando dalla folla che appariva sempre in "festa" in quei giorni, e i camions i trattori che andavano e venivano nei giorni lavorativi. Guardavo fuori dalla finestra in quella particolare sera, prima delle 8, la scena era come il solito delle altre sere. La gente soprattutto donne e ragazze, facevano pigramente la passeggiata, sotto braccio, lungo la strada vicino al campo, talvolta una di loro proprio dietro la capanna della distribuzione dei viveri, rischiava un cenno veloce in risposta ad un gruppo di "ladykillers", lo stesso gruppo che si poteva vedere, seduto all'esterno del filo spinato, ogni notte da quando il campo era stato aperto 6 mesi prima. Una o due biciclette erano intralciate da quelli che passeggiavano, come facevano sempre, non essendoci apparentemente alcuna regola che tenesse i pedoni da una parte della strada e permettesse il libero passaggio al traffico su ruote. Mi ha sempre divertito come un pesante camioncino o un autobus, (un autobus passava 4 volte al giorno di fuori del campo) che invariabilmente attraversava il paese senza rallentare, suonando il clacson continuamente, senza alcuna interruzione; cominciava un chilometro fuori dal paese, finendo un chilometro dopo, i pedoni che si dividevano lentamente, senza alcuna parola eccitata o aspra, davanti all'irrompente veicolo. Spesse volte questo accadeva con un macchina, ma questo non mi divertiva così tanto.